La triste sorte di un illustre sepolcro nocerino

L’amministrazione comunale di Nocera Inferiore si impegna a migliorare le condizioni del cimitero cittadino, con recenti interventi di ripavimentazione. Tuttavia, una situazione deplorevole persiste, offensiva per la decenza e la memoria storica: la cappella gentilizia dei Calenda di Tavani, illustre famiglia nocerina, versa in uno stato di grave abbandono e degrado. La mancanza di manutenzione esterna è evidente, aggravata da atti vandalici, come la rottura di una pregiata vetrata veneziana, che ha consentito l’accesso alla cappella. Oggetti mobili sono stati predati nel tempo. Inoltre, la cappella viene utilizzata impropriamente come deposito di materiali edili, con un’inquietante indifferenza rispetto al valore storico del luogo. All’interno, la cripta presenta un aspetto misterioso: apparenti offerte floreali artificiali e lumini elettronici sono disposti ordinatamente, ma non sembrano appartenere ai Calenda di Tavani. Un custode del cimitero ha formulato una spiegazione superficiale, ma l’allineamento degli oggetti suggerisce un’azione intenzionale. Avvisata la famiglia, dispersa geograficamente, si rende necessario un intervento per tutelare il patrimonio storico. Oltre all’aspetto familiare, esiste un’evidente responsabilità civica nel porre fine agli abusi e nel preservare questo pezzo di storia nocerina, che rappresenta un’eredità inestimabile. La cappella custodisce le spoglie di Vincenzo e Andrea Calenda di Tavani, figure di spicco nella storia italiana dell’Ottocento: Vincenzo, Ministro di Grazia e Giustizia e Presidente di Cassazione, e Andrea, senatore e prefetto, autore del romanzo storico “Ramondello Orsino”. I loro busti, presenti nella cappella e in cattive condizioni, rappresentano un ulteriore elemento da salvaguardare. Una proposta di restauro e collocazione nell’aula consiliare è stata avanzata, ma finora non ha avuto seguito. L’inazione evidenzia una preoccupante mancanza di memoria collettiva e un’indifferenza verso il patrimonio storico cittadino. Si auspica un intervento rapido e deciso, non solo per porre fine agli abusi, ma anche per recuperare e valorizzare questo importante pezzo della storia di Nocera Inferiore, forse coinvolgendo anche associazioni locali. Il mistero della cripta, infine, rimane irrisolto, ma la segnalazione degli abusi rappresenta un primo passo verso la tutela di questo prezioso sito.

Redazione

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