Dicono che due spiriti aleggiano tra le stanze di questa antica fortezza, a volte inquietando, altre volte accompagnando i visitatori. La leggenda narra di Pietro Nocco, un’anima placida che danza tra le rovine notturne della torre, e di Cencia di Trastevere, una presenza tormentata che urla nei sotterranei. Pietro, ritenuto il valoroso Basilio di Levante, principe di Capua al servizio di Papa Urbano VI, riposa ai piedi delle mura esterne della sala d’armi, morto nel 1406. Un tempo corsaro, rinunciò alla vita di mare per amore di Bianca, figlia del barone di Roccella. Dopo la nascita del figlio, Corradino, il destino gli riservò un tragico errore: nell’oscurità delle segrete del castello, uccise accidentalmente il figlio, per poi implorarne il perdono prima di morire, disperato e vicino alla tomba del giovane. Il suo spirito, ancora legato al rimorso, vaga per i corridoi, in cerca di pace. Cencia, invece, era una crudele carceriera, ossessionata dall’amore non ricambiato per il suo signore, Francesco Prignano. La sua follia, scatenata dalla gelosia, la lega indissolubilmente al castello, e le sue grida penetranti echeggiano nelle profondità della vecchia torre. Un incontro con lei è raro, ma il suo lamento si diffonde nell’aria, spaventando gli ignari visitatori. Si dice che una semplice preghiera alla Vergine del Monte Albino sia sufficiente a scacciare la sua inquietante presenza.
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