Violenza Domestica e Separazione: Il Ruolo della Reciprocità

Violenza Domestica e Separazione: Il Ruolo della Reciprocità

Il Tribunale Civile di Roma, nella sentenza n. 13753 del 2016, ha stabilito un importante principio riguardo alle separazioni coniugali caratterizzate da violenza reciproca. Contrariamente a un pregiudizio diffuso che considera le donne esclusivamente come vittime, la sentenza afferma che, in caso di comportamenti violenti da parte di entrambi i coniugi, la responsabilità per la rottura del matrimonio è da attribuirsi a entrambi. Tale comportamento costituisce una violazione degli obblighi matrimoniali, sancita dal codice civile italiano. La sentenza smentisce l’idea che la responsabilità della donna possa essere esclusa sulla base di una presunta minor forza fisica rispetto all’uomo. Il caso in questione riguardava una coppia con una storia di aggressioni fisiche reciproche. Inizialmente, il marito era stato condannato al pagamento di un assegno di mantenimento all’ex moglie, sulla base di testimonianze che riferivano lesioni riportate dalla donna. Tuttavia, l’archiviazione del procedimento penale a carico dell’uomo, per insufficienza di prove, e la successiva presentazione di testimonianze contrarie da parte del marito, hanno portato il Tribunale a rivalutare la situazione. Grazie alla testimonianza di un vicino di casa, che ha confermato atti di violenza da parte della moglie, il Tribunale ha riconosciuto la reciprocità delle violenze, addebitando la separazione ad entrambi i coniugi. Di conseguenza, in applicazione dell’articolo 156 del codice civile, è stato negato all’ex moglie il diritto al mantenimento, nonostante la sua precaria situazione economica. La sentenza ha inoltre assegnato la casa familiare al marito, proprietario dell’immobile, in quanto la coppia non aveva figli. L’assegnazione della casa al coniuge economicamente più debole viene prevista dalla legge solo in presenza di figli minori, per garantire loro la continuità nell’ambiente domestico.