Piersoft: Un esperto di coding e la sua visione dell’istruzione

Officina Scuola: un viaggio che prosegue, questa volta con Francesco Piersoft, noto anche come Piersoft. La sua passione per la tecnologia iniziò a 9 anni, quando, invece di giocare, si dedicava a replicare e correggere i giochi del suo Commodore 64. Da allora, ha sempre combinato il suo entusiasmo per il software, la telefonia e le reti con una spiccata capacità relazionale, costruendo reti commerciali per un importante operatore telefonico italiano per 15 anni. Negli ultimi anni, opera come libero professionista, sviluppatore software e consulente per processi partecipativi e open data, dedicandosi da due anni all’insegnamento del coding secondo la metodologia CoderDojo. Ha contribuito all’avvio di numerosi CoderDojo Club in Puglia, Basilicata e Calabria, e lo scorso anno ha insegnato coding nelle ore curricolari grazie alla vincita di un bando nazionale INDIRE, specializzandosi ulteriormente in questo ambito.

La scuola è un microcosmo sociale e chi la considera isolata dal mondo esterno contribuisce al suo declino. L’analfabetismo funzionale, che affligge l’Italia in modo preoccupante, richiede soluzioni innovative. Piersoft sostiene che la scuola non debba trasformarsi in azienda, ma deve comprendere le dinamiche della società contemporanea, offrendo una formazione sia tecnico-professionale che umanistica, promuovendo un approccio orizzontale e interdisciplinare. A Lecce e Galatone, collabora a progetti di alternanza scuola-lavoro, insegnando l’uso dell’open data, l’analisi territoriale, la cartografia, la creazione di infografiche e bot Telegram; competenze spesso assenti nei curricula scolastici, ma fondamentali per trasformare le idee in progetti concreti. Lo sviluppo del pensiero critico, seguito dall’applicazione pratica attraverso il coding, il making e la data analysis, è la chiave per alimentare la creatività e trasformare i sogni in obiettivi realistici, attraverso strumenti come business plan e analisi di mercato. Insegnare il pensiero computazionale fin da piccoli fornisce uno strumento in più per affrontare le sfide del mondo.

La rivoluzione digitale sta trasformando radicalmente il mondo dell’istruzione. Il digitale è uno strumento potente, ma per sfruttarne appieno il potenziale sono necessarie competenze specifiche, una visione ampia, pensiero critico e un approccio interdisciplinare. Il cambiamento richiede anche una trasformazione metodologica, abbracciando la condivisione di conoscenze tipica del mondo digitale, basata su collaborazione, brainstorming e facilitazione dei processi decisionali. Questa integrazione renderà il digitale un mezzo di comunicazione alla pari della parola scritta e del linguaggio gestuale, trasformando radicalmente il modo di fare scuola.

Redazione

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