L’indignazione ipocrita che circonda le coppie omosessuali che desiderano avere figli mi lascia sbalordita. Appare paradossale come pratiche mediche come la fecondazione assistita, un tempo considerate accettabili per le coppie eterosessuali in difficoltà, vengano improvvisamente bollate come “contro natura” quando a ricorrervi sono coppie dello stesso sesso. Questa condanna moralista, spesso mascherata da un’etica discutibile, non proviene solo da ambienti religiosi conservatori, ma permea ampi settori della società. La scelta di adottare, pur meritoria, viene contrapposta alla volontà di creare una famiglia con un legame genetico, considerata inaccettabile da chi, dietro una patina di perbenismo, cela un’intransigente ostilità. L’argomento del “bambino che si allatta al seno” viene strumentalizzato per condannare chi sceglie la procreazione medicalmente assistita, ignorando le migliaia di bambini cresciuti con il biberon. Questo atteggiamento, intriso di un’inquisizione mascherata da preoccupazione morale, è anacronistico, un esempio di come la medicina genetica diventi improvvisamente “mostruosa” quando a usarla sono le coppie omosessuali. Questa ipocrisia cela, in realtà, una semplice resistenza alla libertà di scelta individuale, celando dietro un’apparente difesa di “valori tradizionali” un’intolleranza ideologica. Come in passato è stato considerato “contro natura” il voto femminile, l’aborto, il divorzio, la contraccezione, così oggi la scelta di avere figli tramite tecniche di procreazione assistita viene bollata come un oltraggio alla natura, alla morale, o a Dio. Ma costruire ponti, canalizzare fiumi, esplorare lo spazio…non sono forse altrettanto “contro natura”? L’ipocrisia è evidente: si cerca di ostacolare la libertà degli altri imprigionandoli in gabbie mentali. Bisogna liberarsi da questa schiavitù del pensiero, rifiutando le imposizioni di una morale arcaica e lottando per il rispetto della scelta individuale. Spezziamo le catene della bigotteria e affermiamo il diritto alla genitorialità per tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale. Anna Di Vito (Apicella), definita “contronatura” Freya Dru.
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