Un Ponte Tra Oriente e Occidente: Il Dialogo di Francesco e Kirill

L’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill, avvenuto dopo l’insediamento di quest’ultimo nel 2009, rappresenta un momento cruciale nel lungo cammino verso la riconciliazione tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa russa. Sebbene precedenti incontri, come quelli tra Paolo VI e Atenagora nel 1964 e nel 1965, abbiano segnato passi significativi, il riavvicinamento attuale ha radici più profonde, iniziando sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Come ricordato da Benedetto XVI in una lettera del 19 maggio 2008 ad Alessio II, predecessore di Kirill, la consegna dell’icona della Madre di Dio a Kazan’ rappresenta un simbolo tangibile di questo impegno. Benedetto XVI e Kirill, già in precedenza legati da una conoscenza personale, avevano espresso in diverse occasioni la possibilità di una riconciliazione, nonostante le difficoltà storiche, tra cui la controversia sul “filioque” che contribuì alla scissione del 1054. L’attuale disponibilità al dialogo, favorita dalle iniziative di Papa Francesco in vista dell’anno santo straordinario, lascia intravedere la possibilità di importanti progressi per la Chiesa cattolica. La prospettiva ortodossa, che generalmente considera ecumenici solo i concili fino a Nicea II (787), presentando alcune divergenze di opinione tra i teologi circa l’inclusione dei concili di Costantinopoli (879-880) e quello del periodo 1341-1351, evidenzia una divergenza di percorso rispetto alla Chiesa cattolica, sviluppatasi a partire dal settimo concilio ecumenico. Questa divergenza ha portato a differenze dottrinali significative rispetto alla visione originaria del Cristianesimo, come condivisa anche dalla Chiesa apostolica armena. La scelta di Francesco di definirsi “vescovo di Roma” anziché “pontefice massimo”, all’inizio del suo pontificato, si presta ad una lettura di apertura al dialogo. Sebbene persistano ostacoli alla piena comunione ecumenica, la determinazione di Francesco nel superare le resistenze interne alla Chiesa cattolica lascia ben sperare, come già suggerito da Kirill stesso anni fa, nella possibilità di superare gli impedimenti, non più considerati insormontabili.

Redazione

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