In ricordo del 27 gennaio, Carla D’Alessandro ci offre una toccante poesia che evoca l’indicibile sofferenza inflitta alle vittime dell’Olocausto. Corpi denudati, umiliati; uomini, donne e bambini inermi, privati di ogni dignità. L’uomo, ridotto a pura insignificanza, il suo corpo oltraggiato. La crudeltà disumana di un uomo che uccide i suoi simili senza un barlume di compassione. La vergogna inflitta a quei corpi nudi, profanazione della bellezza intrinseca del corpo umano, capolavoro della creazione. L’uomo, trasformato in bestia, tormenta con ferocia i suoi fratelli, condannandoli alla morte fisica, ma non a quella dello spirito, mantenendo viva la loro memoria nel tempo infinito.
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