Un omaggio letterario a Fiorentino Di Nardo: “Nella Storia del Mezzogiorno”

Un’esplorazione approfondita della storia, dei luoghi e delle persone del Sud Italia, volta a svelare i caratteri distintivi della sua civiltà attraverso il susseguirsi dei cambiamenti. La presentazione del volume “Nella storia del Mezzogiorno d’Italia. Luoghi, Temi, Aspetti letterari”, avvenuta al Circolo Unione di Pagani, ha riscosso un notevole successo di pubblico. Questa antologia, curata dal professor Alfonso Tortora, rende onore al professor Fiorentino Di Nardo, storico paganese, per i suoi quarant’anni di impegno nella ricerca e nella diffusione della cultura, come egli stesso ha commosso espresso nel suo intervento conclusivo. L’opera, suddivisa in tre sezioni, raccoglie i contributi di diversi autori. Nella prima parte, Matilde Tortora rievoca le dure condizioni di vita dei bambini negli orfanotrofi del secolo scorso, descrivendo le loro “estenuanti partecipazioni”, come lei stessa le definisce, ai funerali di persone facoltose, costretti a simulare un dolore già profondamente vissuto. Il racconto, breve ma intenso, si concentra sulla testimonianza di Filomena, un’orfana che ricorda il suo passato attraverso i versi di “Anthem” di Leonard Cohen, da cui il titolo del racconto. La memoria emerge come tema centrale del libro, inteso come strumento per comprendere il presente alla luce del passato, come ha sapientemente sottolineato il professor Tortora. Vincenzo Pera narra poi il viaggio a Napoli dello scrittore inglese Arthur Symons nel 1897, dipinge attraverso quattro liriche l’estasi e la malinconia che la città partenopea suscita nel poeta, un contrasto tra bellezza e letargia, tra gioia e dolore che ne minano la salute mentale. L’intervento della dottoressa D’Arienzo, preside del liceo scientifico di Cava de’ Tirreni, e del dottor Cassano, neuropsichiatra, ha arricchito la presentazione, offrendo una prospettiva storica sulla patologia psichiatrica tra artisti e poeti, dal’antichità ai giorni nostri, evidenziando la relazione tra genialità e follia. Melissa Chantal Salerno, nella terza sezione, conduce un’analisi letteraria e linguistica dell’Epistola di Gregorio Carafa, che descrive la tragedia dell’eruzione del Vesuvio del 1631. Questo trattato di “Vesuviologia”, tra fisica e metafisica, si basa sulle fonti classiche di Plinio il Vecchio, offrendo una narrazione storico-scientifica dell’evento. La seconda e la terza parte includono contributi critici di Franco Salerno, Claudia Pingaro, Gerardo Sinatore e del professor Tortora, che affrontano aspetti storici, religiosi e devozionali del territorio, dalle origini di Nocera Inferiore, alla storia socio-religiosa di Mercato San Severino, fino ad un saggio sulla venerazione delle sette Madonne. La serata si è conclusa con gli interventi di Padre Paolo Saturno, che ha elogiato l’opera e gli autori, e dello stesso professor Di Nardo, che ha espresso la sua gratitudine al pubblico e agli amici, menzionandoli nel ringraziamento presente nel libro. La cultura, unico filo conduttore, ha unito i partecipanti, impegnati in un prezioso lavoro intellettuale.

Redazione

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