Il Castello di Nocera Inferiore: Storia, Strategia e Realtà

L’ultimo incontro con “Nocera, città della cultura” si è tenuto presso la biblioteca comunale “Raffaele Pucci”, focalizzandosi sulle fortificazioni della Valle del Sarno. Un seminario dedicato all’archeologia del castello cittadino ha visto protagonista la professoressa Angela Corolla, archeologa che ha svelato la complessa realtà di queste strutture. Contrariamente all’immagine romantica e fiabesca spesso trasmessa, la professoressa ha sottolineato come la maggior parte dei castelli siano, in realtà, ruderi privi di intonaco, situati su posizioni montuose impervie. Questa visione contrasta nettamente con gli stereotipi consolidati, alimentati anche da rappresentazioni artistiche e letterarie.

La conferenza ha affrontato il dibattito storiografico sulla funzione dei castelli, contrastando l’interpretazione puramente economica (arricchimento cittadino) con una prospettiva archeologica più ampia. L’archeologa ha evidenziato che, prima dell’edificazione dei castelli, esistevano altre strutture difensive, come le Curtis, a protezione dei territori. Le fertili pianure campane, ambite sia dai Bizantini che dai Longobardi durante il Basso e Alto Medioevo, costituiscono il contesto cruciale per la comprensione della proliferazione di queste fortificazioni. La Valle del Sarno, in particolare, ospitava numerosi castelli, tra cui quelli di Roccapiemonte, Santa Maria a Castello, Castel San Giorgio e, appunto, Nocera. La presenza longobarda in quest’area necessitava di un capillare sistema di controllo dei confini.

Il castello di Nocera Inferiore, documentato a partire dal X secolo, rivestiva un ruolo strategico nel sistema difensivo bizantino-longobardo, controllando importanti vie di comunicazione come la via consolare Capua-Reggio e gli snodi stradali che collegavano Salerno alla costa del ducato bizantino di Napoli. La sua posizione collinare nel Parco offriva un’eccellente visibilità verso ovest, garantendo il contatto visivo con i castelli di Lettere e Sarno, mentre a est si collegava con Santa Maria a Castello (Lanzara) e a sud dominava la valle di Cava. Questo sistema strategico fu ulteriormente potenziato nel primo XI secolo con l’edificazione del castello di Roccapiemonte e il consolidamento del recinto di Castel San Giorgio.

Il castrum nocerino, tuttavia, non era solo un presidio militare. Fonti documentarie dei secoli X e XI attestano la presenza di coltivazioni e di edifici religiosi all’interno delle mura, come le chiese di San Martino e Santa Maria, dimostrando una realtà più complessa e articolata di quanto suggerisca la semplice visione di una fortezza.

Redazione

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