L’ambizioso progetto di Astarita: costruire una comunità più umana

Il Centro d’Arte e Cultura “La Sfinge”, recentemente inaugurato a Nocera Inferiore dal professor Filippo Astarita, rappresenta un’iniziativa ambiziosa e stimolante. Come sottolinea Prisco Corvino nella sua recensione del centro, “Senza passato, senza storia, senza memoria non vi è cultura, non vi è futuro”. L’impegno di Astarita, frutto di un percorso civile e professionale intenso, si manifesta in questo spazio dedicato alla riflessione, all’incontro e allo sviluppo culturale. Il centro si propone come luogo di aggregazione, stimolando un dibattito fecondo su cultura e qualità di vita, affinché le azioni quotidiane siano guidate da principi e valori condivisi. La scelta di inaugurare il centro con una mostra personale del celebre artista partenopeo Franco Gracco evidenzia l’impegno a promuovere un dialogo costruttivo. Le opere di Gracco, pur nella loro classicità, rivelano una modernità sorprendente, rappresentando le contraddizioni e i conflitti della contemporaneità. I personaggi ritratti, radicati nella loro storia e nella loro terra, esprimono le aspirazioni a un’esistenza più autentica e a una società più umana e coinvolgente. Oggi, più che mai, è necessario un nuovo umanesimo, fondato su principi e valori condivisi che illuminino la vita civile. Questi valori devono costituire il patrimonio di ogni individuo, indipendentemente dalla sua storia, condizione sociale, provenienza, religione, lingua, orientamento politico, identità sessuale, visione del mondo o posizione sociale, garantendo a ognuno dignità e rispetto. Umanizzare la società, dunque, significa promuovere una comunità composta da individui pensanti, liberi, autonomi, reciprocamente rispettati e uguali in dignità, pur nella loro diversità. Questa sfida, per quanto ardua, è anche affascinante. La conoscenza e il rispetto della propria storia e del proprio territorio sono elementi fondamentali per costruire un’identità culturale condivisa, illuminando la convivenza e la solidarietà tra individui diversi. Il passato, patrimonio di tutti, deve essere conosciuto, interiorizzato e valorizzato per costruire una cultura comunitaria, in cui radicare la propria identità. Il territorio, poi, rappresenta un laboratorio culturale insostituibile, un luogo ricco di significati e relazioni, in cui si sviluppa la soggettività e si costruisce la memoria collettiva. In definitiva, come ribadisce Prisco Corvino: senza passato, senza storia, senza memoria non vi è cultura, non vi è futuro.

Redazione

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