Il Tribunale amministrativo regionale di Napoli ha rinviato la decisione sul Grande Progetto Sarno. Durante l’udienza, la società Arcadis non ha fornito i dati ambientali essenziali per una corretta valutazione dell’impatto del progetto. Questi dati, cruciali per valutare la salubrità delle acque del fiume Sarno, in particolare per la costruzione di 23 ettari di vasche di laminazione e la realizzazione di una seconda foce, sono mancanti dalla relazione presentata. Si tratta di dati relativi agli ultimi dieci anni, fondamentali per una corretta analisi di impatto ambientale, mentre quelli forniti risalgono al 2001. Gli avvocati che rappresentano i comuni di Nocera Inferiore e Montoro, insieme al Comitato No Vasche, hanno richiesto al Tar un’ordinanza per obbligare Arcadis a presentare la documentazione mancante. All’udienza erano presenti gli avvocati Ferrara, Lentini, Criscuolo e Barbara. È prevista una conferenza di servizio per martedì prossimo per discutere l’installazione di dieci stazioni di monitoraggio dell’inquinamento del fiume. Il Comitato, rappresentato dal presidente Emiddio Ventre, continua a opporsi al progetto, definito una “grande menzogna”, non per contrarietà alla risoluzione del problema delle esondazioni, ma per la tutela della salute pubblica, considerato che le vasche potrebbero contenere le acque del fiume più inquinato d’Europa.
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