L’approvazione del bilancio previsionale di Nocera Inferiore, sostanzialmente un consuntivo dato il ritardo nell’approvazione, è avvenuta senza commenti significativi da parte dell’opposizione, nonostante le implicazioni rilevanti. Il documento, infatti, deve affrontare un deficit di quasi 11 milioni di euro, situazione che richiederà un piano pluriennale di risanamento finanziario sottoposto al controllo della Corte dei Conti. La scarsa partecipazione alle commissioni bilancio (solo due sedute) ha evidenziato una limitata discussione preliminare. Oltre al bilancio, sono stati approvati debiti fuori bilancio, l’uscita dal Patto Territoriale con la cessione delle quote societarie, e l’istituzione dell’Anagrafe degli eletti per consiglieri e assessori. Nonostante le difficoltà, l’amministrazione ha introdotto alcune misure a sostegno delle famiglie in difficoltà economica e sociale. Grazie al mantenimento del vecchio tributo Tarsu per il 2013, si è potuto destinare circa 80.000 euro a un fondo per queste famiglie. Un’ulteriore agevolazione riguarda la seconda rata IMU per i proprietari di seconde case date in comodato d’uso ai familiari, che beneficeranno di un’aliquota ridotta allo 0,6% invece dell’1,06%, equiparando il pagamento a quello della prima casa. Sono state inoltre ridotte le tariffe per gli spazi esterni dei pubblici esercizi, introducendo una terza categoria per periodi superiori a 270 giorni. La relazione dei Revisori dei Conti, allegata al bilancio, raccomandava di evitare spese inutili e di potenziare la riscossione dei tributi. In quest’ottica, si stima un recupero di 2 milioni di euro per l’IMU e 500.000 euro per l’addizionale IRPEF, oltre ad un aumento dei proventi delle affissioni pubblicitarie (30.000 euro) e un recupero di 373.000 euro grazie all’analisi incrociata di banche dati per contrastare l’evasione fiscale. Tuttavia, permangono criticità nei servizi a domanda individuale, con un significativo disavanzo tra spese ed entrate. Gli impianti sportivi, ad esempio, registrano una spesa di 152.000 euro a fronte di entrate di soli 17.000 euro, mentre per le mense scolastiche la spesa prevista è di 132.000 euro contro entrate di 70.000 euro. Infine, il Comune rischia di dover fronteggiare una sorta di “mini-IMU” a causa della decisione governativa di rimborsare solo parzialmente i comuni che avevano aumentato al massimo le aliquote IMU nel 2013.
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