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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

Il pranzo fuori casa non sarà più un problema per studenti e lavoratori fuori sede grazie all’idea di alcuni ristoratori. E non si mangia più solo in piedi

di Chiara Ruggiero
Oggi vi parleremo dello street food. Ma non di quello malsano, ipercalorico che ci piace tanto mangiare per strada passeggiando per i  caratteristici vicoletti di Napoli o al Mc Donalds, ma di una sua versione rivisitata e più salutare  creata da alcuni ristoratori e bar che per fronteggiare la sempre maggiore crisi economica che ha colpito anche il settore della ristorazione.

Il convegno si terrà a partire dalle 9:30 a Palazzo Macchiarelli. È organizzato dall'associazione stampa "Provincia di Salerno". Alla base la tutela del consumatore

Si terrà sabato 23 settembre, con inizio alle 9:30, nello storico Palazzo Macchiarelli di Misciano di Montoro, il convegno di studi  “Allarmismi e corretta informazione a tutela del consumatore - Profili etici, normativi e scientifici per la sicurezza alimentare”.

Uno dei principali piatti della cucina tradizionale sicula nato, come spesso accade, dall’arte dell’arrangiarsi del popolo

di Maria Barbagallo
Non è facile definire la caponata siciliana e nella Trinacria ne esistono svariate versioni, una trentina circa, a seconda delle zone dell’isola. Ma non esiste nessuna competizione. C’è solo l’imbarazzo della scelta. 

Anche se non è di origine italiana, è un piatto che è entrato a far parte della cucina tipica di Trapani e delle zone limitrofe. In Nord Africa si fa con carne e con verdure

di Maria Barbagallo
Il cous cous (in arabo kuskusu che significa «tritato in piccoli pezzi»), è un alimento tradizionale del Nord Africa e lo si può definire piatto nazionale dei berberi. Il termine indica sia la semola di grano duro (triticum durum) che la pietanza.

Ricetta tipica palermitana nata dall’ingegnosità popolare che modificò una pietanza molto diffusa sulle tavole degli aristocratici siciliani

di Maria Barbagallo
Il nome di questa particolarissima ricetta è ispirata a quella del beccafico, volatile simile alla capinera, chiamato così perché ghiotto di fichi di cui ne faceva incetta durante l’estate divenendo grasso e dalle carni tenere e saporite.

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