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il Nuovo Risorgimento Nocerino

 

La paradossale storia del tentato omicidio di via Siniscalchi assume ora toni grotteschi. L’anziano accoltellato abita sullo stesso ballatoio della persona che qualche mese fa lo accoltellò. La richiesta di aiuto della figlia

redazione

accoltellamento via siniscachi«Hanno rimesso in libertà l’accoltellatore di mio padre e ora ce lo ritroviamo di fronte casa». Il grido di allarme della signora Maria Rosa, risuona come la prosecuzione di una storia paradossale, consumatasi quattro mesi fa a Nocera Inferiore.

Un tossicodipendente accoltellò il suo anziano vicino nell’ascensore del palazzo in cui vivevano, probabilmente in preda a una crisi di astinenza. Da qualche giorno è ritornato a casa, agli arresti domiciliari, per preservare la sua salute in un momento particolarmente delicato visto il proliferarsi del Covid 19. «Abbiamo paura, visto che viviamo sullo stesso pianerottolo – prosegue nel suo racconto la figlia della vittima - chi ci assicura che tale soggetto, in preda a un  nuovo raptus, non possa diventare nuovamente pericoloso per mio padre e per tutta la mia famiglia? Ci hanno detto che è stato rimesso in libertà perché affetto da polmonite cronica. Dovrebbe essere in attesa del consulto di uno pneumologo, prima di essere, eventualmente, sottoposto al tampone faringeo per il Coronavirus. Se fosse affetto da questa terribile malattia saremmo tutti in pericolo, visto che la moglie sale e scende di casa senza indossare guanti e mascherine. Siamo ancora sconvolti da quanto accaduto quattro mesi fa; avremmo voluto buttarci tutto alle spalle ma, di fatto, ce lo hanno impedito. Rivolgo il mio appello alle autorità componenti, al fine che questa situazione venga risolta il prima possibile, per il bene della mia famiglia, ma anche di tutti i residenti della zona che potrebbero essere a rischio contagio».

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